Nel 2025 le imprese italiane avevano programmato più di 5,8 milioni di entrate.

Secondo il rapporto Excelsior 2025, il 47% era difficile da coprire. La quota sale al 54,8% per le professioni tecniche e al 61,6% per gli operai specializzati. Il problema non riguarda quindi pochi mestieri isolati, ma una parte ampia del lavoro industriale italiano.

Questo report utilizza gli ultimi dati annuali completi disponibili, riferiti al 2025, e li integra con gli aggiornamenti pubblicati nel 2026 sulla domanda di lavoro nelle filiere del Made in Italy.

Lo scopo dello studio è confrontare volume della domanda, difficoltà di reperimento, competenze, percorsi formativi e retribuzioni per capire quali profili offrono più opportunità nel 2026 e come prepararsi per candidarsi.    

Risultati principali del report

  • Le professioni tecniche registrano 617.190 entrate programmate, difficili da coprire nel 54,8% dei casi.
  •  Gli operai specializzati raggiungono 960.480 entrate, con una difficoltà di reperimento del 61,6%.
  •  I meccanici e montatori di macchinari industriali generano il maggior numero stimato di entrate difficili da coprire: circa 42.270.
  • Tra i profili industriali selezionati, le percentuali più alte riguardano gli specialisti di saldatura elettrica e a norme ASME (80,7%) e gli addetti alle macchine industriali per confezioni di abbigliamento (78,8%).
  • Circa l’80% dei diplomati ITS Academy monitorati da INDIRE lavora entro un anno; nel 92,8% dei casi l’occupazione è coerente con gli studi.
  • Tra il 2026 e il 2029 le filiere del Made in Italy potrebbero arrivare ad assumere oltre 900.000 lavoratori; per molti profili la difficoltà di reperimento raggiunge il 55%.

Come leggere il dati: le fonti principali sono il Sistema Informativo Excelsior 2025 di Unioncamere e Ministero del Lavoro, gli aggiornamenti Unioncamere sul fabbisogno delle filiere del Made in Italy e  il Monitoraggio nazionale ITS Academy 2026 di INDIRE.

Le professioni tecniche con più opportunità

Una percentuale elevata di difficoltà di reperimento segnala che le imprese faticano a trovare candidati, ma non indica da sola quanto sia ampio il mercato. Per confrontare i profili in modo più utile, consideriamo due fattori:

  • il numero di entrate programmate nel 2025;
  • la percentuale di entrate difficili da coprire.

Le professioni sono ordinate per numero stimato di entrate difficili da coprire, calcolato moltiplicando le entrate programmate per la percentuale di difficoltà di reperimento. Il risultato è arrotondato alla decina.

Pos.ProfessioneEntrate programmate nel 2025Difficoltà di reperimentoEntrate difficili da coprire (stima)
1Meccanici e montatori di macchinari industriali63.57066,5%42.270
2Montatori di carpenteria metallica43.01069,4%29.850
3Installatori e riparatori di apparati elettrici ed elettromeccanici43.05066,2%28.500
4Attrezzisti di macchine utensili35.75072,2%25.810
5Addetti a macchine utensili automatiche e semiautomatiche industriali31.29064,3%20.120
6Tecnici meccanici24.72066,7%16.490
7Disegnatori industriali17.84070,9%12.650
8Falegnami e attrezzisti di macchine per la lavorazione del legno17.73069,4%12.300
9Specialisti di saldatura elettrica e a norme ASME13.60080,7%10.980
10Addetti a macchine industriali per confezioni di abbigliamento11.62078,8%9.160

Che cosa emerge dalla classifica

Il volume maggiore è nella meccanica industriale

I meccanici e montatori di macchinari industriali occupano il primo posto perché combinano una domanda ampia (63.570 entrate) con una difficoltà elevata (66,5%). Anche montatori di carpenteria, installatori elettromeccanici e attrezzisti superano le 25.000 entrate difficili da coprire stimate.

Le percentuali più alte non coincidono sempre con più assunzioni

Gli specialisti di saldatura elettrica e a norme ASME raggiungono l’80,7% di difficoltà, il valore più alto della selezione. Tuttavia, le entrate programmate sono 13.600: molte meno rispetto ai meccanici e montatori di macchinari industriali. Per questo il profilo si colloca più in basso nella classifica complessiva.

Mancano sia candidati sia competenze adeguate

Excelsior distingue due cause principali: il numero insufficiente di candidati e la preparazione non adeguata. Il peso varia in base al mestiere. Per i disegnatori industriali prevale la scarsità di candidati (47,2% delle entrate); per gli specialisti di saldatura pesa di più la preparazione inadeguata (41,8%) rispetto al ridotto numero di candidati (35,6%).

Quali profili cercano le imprese

Operai specializzati

Attrezzisti, saldatori, montatori e addetti alle macchine utensili lavorano direttamente sui processi produttivi. Le attività comprendono preparazione e regolazione delle macchine, montaggio, saldatura, controllo dimensionale, individuazione delle anomalie e manutenzione di base.

Questi ruoli non sono più soltanto manuali. Le macchine a controllo numerico, i sensori e i sistemi di supervisione richiedono anche capacità di leggere dati, impostare parametri e intervenire in modo preciso.

Tecnici con diploma o ITS

Tecnici meccanici e disegnatori industriali collegano progettazione e produzione. Possono occuparsi di disegno tecnico, industrializzazione, controllo dei cicli, prove, qualità, manutenzione e supporto all’automazione.

Ingegneri e specialisti della produzione

Per ruoli di progettazione avanzata, processo, qualità, energia o gestione della produzione servono conoscenze tecniche più approfondite, capacità di coordinamento e competenze digitali.

Dove si concentrano le opportunità

I dati territoriali cambiano molto in base alla professione e al titolo di studio. Per evitare confronti troppo generici, la tabella seguente considera un solo percorso: il diploma in produzione e manutenzione industriale e artigianale.

RegioneDomanda di diplomatiDifficoltà di reperimento
Lombardia8.33048%
Veneto5.40067%
Emilia-Romagna 4.29059%
Toscana 3.47062%
Campania3.30053%

Fonte: Unioncamere–Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Diplomati e lavoro 2025, indirizzo produzione e manutenzione industriale e artigianale.

Quali competenze cercano le imprese

Per un tecnico, il titolo di studio conta, ma da solo non basta. Le imprese valutano soprattutto ciò che il candidato sa fare: lavorazioni conosciute, macchinari utilizzati, software, certificazioni e capacità di risolvere problemi concreti. I dati Excelsior sui diplomati in produzione e manutenzione industriale mostrano quanto siano importanti anche le competenze digitali, green e trasversali: il 75% delle imprese richiede abilità digitali, il 90% attenzione al risparmio energetico e il 75% flessibilità e capacità di adattamento.

Competenze tecniche

Le competenze cambiano in base alla professione, ma tra le più richieste rientrano:

  • lettura del disegno meccanico ed elettrico;
  • programmazione e regolazione delle macchine CNC;
  • saldatura TIG, MIG e MAG, con le eventuali certificazioni richieste;
  • ricerca dei guasti e manutenzione preventiva, correttiva e predittiva;
  • utilizzo degli strumenti di misura;
  • conoscenza dei principi della produzione snella.

Competenze digitali

Negli stabilimenti moderni, macchine, impianti e sistemi gestionali comunicano tra loro. A seconda del ruolo, può quindi essere utile conoscere:

  • PLC e sistemi di automazione, come Siemens, Allen-Bradley o Omron;
  • software CAD e CAM, come SolidWorks, AutoCAD e Inventor;
  • sistemi MES ed ERP;
  • sensori, raccolta dei dati e Internet of Things;
  • robot industriali e sistemi di supervisione.

I dati dell’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano mostrano quanto le tecnologie digitali siano ormai presenti nell’industria italiana: il 71% delle grandi imprese utilizza almeno una soluzione IoT, basata su macchine, sensori o impianti connessi che raccolgono e scambiano dati. Il 30% impiega inoltre soluzioni di Industrial AI.

Competenze green

La sostenibilità riguarda ormai anche il funzionamento quotidiano degli impianti. Le imprese possono cercare competenze legate a:

  • riduzione dei consumi energetici;
  • controllo e diminuzione degli scarti;
  • recupero e riutilizzo dei materiali;
  • manutenzione di impianti efficienti;
  • conoscenza di materiali e tecnologie a minore impatto ambientale.

Nel percorso di produzione e manutenzione industriale, il 90% delle imprese considera importante l’attitudine al risparmio energetico e il 71% la capacità di gestire prodotti o tecnologie green.

Competenze trasversali

Le capacità personali diventano particolarmente importanti quando occorre intervenire rapidamente o collaborare con reparti diversi:

  • risolvere problemi durante un guasto o un fermo macchina;
  • lavorare con produzione, manutenzione e ufficio tecnico;
  • comunicare con chiarezza le anomalie riscontrate;
  • organizzare il lavoro in autonomia;
  • adattarsi a nuovi macchinari e procedure;
  • essere disponibili a turni o trasferte, quando richiesto dal ruolo.

Serve una laurea per accedere a questi lavori?

Non sempre. Molte professioni tecnico-industriali sono accessibili senza laurea, ma richiedono comunque una preparazione specifica. Il percorso più adatto dipende dal livello di responsabilità e dalla complessità delle attività.

  • Qualifica professionale triennale o diploma professionale quadriennale: possono consentire l’ingresso come operatore, montatore, saldatore o addetto alle lavorazioni.
  • Diploma tecnico o professionale: è uno dei percorsi più comuni per manutentori, disegnatori, operatori CNC e tecnici di produzione.
  • ITS Academy: offre percorsi post-diploma biennali o triennali orientati a settori come meccatronica, automazione, energia e tecnologie industriali.
  • Laurea: viene normalmente richiesta per progettazione avanzata, ingegneria, analisi dei processi e ruoli tecnici o gestionali con maggiori responsabilità.

Secondo il Monitoraggio nazionale ITS Academy 2026, circa l’80% dei diplomati dei percorsi conclusi nel 2024 risultava occupato entro un anno. Nel 92,8% dei casi il lavoro era coerente con il percorso di studi.

Quanto guadagnano i professionisti tecnici

Le retribuzioni dipendono dal ruolo, dall’esperienza, dalla città, dal settore e dalle dimensioni dell’impresa. Turni, reperibilità, straordinari e trasferte possono generare indennità aggiuntive, ma non è possibile indicare un aumento percentuale valido per tutti.

La tabella riporta alcune fasce presenti nella Hays Italia Salary Guide 2026. I valori rappresentano la RAL, quindi la retribuzione annua lorda, e variano tra Bologna, Milano, Roma e Torino.

ProfessioneEsperienzaRAL indicativa
Progettista2–5 anni32.000–41.000 €
Progettista senior5–10 anni39.000–52.000 €
Quality Specialist2–5 anni31.000–41.000 €
Quality Manager5–10 anni56.000–77.000 €
Process Engineer2–5 anni32.000–45.000 €
Responsabile manutenzioneOltre 10 anni57.000–77.000 €

Come rendere competitivo un CV tecnico

Un buon CV tecnico non deve limitarsi a elencare le mansioni. Deve permettere al selezionatore di capire rapidamente che cosa sai fare, su quali impianti hai lavorato e con quale grado di autonomia.

È utile indicare:

  • macchine, impianti e linee produttive utilizzati;
  • software e sistemi di automazione conosciuti;
  • lavorazioni e materiali sui quali hai esperienza;
  • strumenti di misura impiegati;
  • certificazioni e patentini;
  • tipi di manutenzione o controllo eseguiti;
  • problemi tecnici risolti;
  • risultati ottenuti;
  • disponibilità a turni o trasferte, quando pertinente.

Descrizione generica

Manutenzione degli impianti e riparazione dei guasti.

Descrizione più efficace

Manutenzione preventiva e correttiva di linee automatizzate di confezionamento, ricerca dei guasti elettrici e meccanici e diagnostica tramite PLC Siemens S7.

Un risultato numerico può rendere l’esperienza ancora più credibile, purché sia reale e possa essere spiegato durante il colloquio:

Riduzione del tempo medio di ripristino da 95 a 70 minuti attraverso la standardizzazione delle verifiche iniziali.

Non è necessario inserire un numero in ogni punto. Contano soprattutto la precisione delle informazioni e la presenza di esempi che dimostrino il livello di competenza raggiunto.

Domande frequenti

Quali professioni tecnico-industriali offrono più opportunità?

Nella classifica elaborata sui dati Excelsior 2025, i meccanici e montatori di macchinari industriali presentano il maggior numero stimato di entrate difficili da coprire: circa 42.270. Seguono montatori di carpenteria metallica e installatori o riparatori di apparati elettrici ed elettromeccanici.

Quali sono i profili più difficili da trovare?

Tra le professioni industriali selezionate, gli specialisti di saldatura elettrica e a norme ASME raggiungono l’80,7% di difficoltà. Seguono gli addetti alle macchine industriali per confezioni di abbigliamento, con il 78,8%. Una percentuale alta, però, non significa necessariamente un numero maggiore di opportunità complessive.

Quali lavori tecnici non richiedono una laurea?

Montaggio, saldatura, attrezzaggio, conduzione di macchine utensili e molte attività di manutenzione sono accessibili con qualifica, diploma tecnico o esperienza professionale. Per ruoli più specializzati si può proseguire con un ITS Academy.

Conviene frequentare un ITS Academy?

Può essere una scelta valida per chi cerca una formazione post-diploma pratica e collegata alle imprese. Nel monitoraggio INDIRE 2026, circa l’80% dei diplomati lavorava entro un anno e il 92,8% svolgeva un’attività coerente con gli studi. È comunque importante valutare i risultati del singolo corso.

In quali regioni c’è più domanda?

Per il diploma in produzione e manutenzione industriale e artigianale, i volumi più alti si registrano in Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. La difficoltà di reperimento, tuttavia, non segue sempre lo stesso ordine: il Veneto raggiunge il 67%, contro il 48% della Lombardia.

In sintesi

Il mercato tecnico-industriale offre opportunità a persone con percorsi diversi, dalla qualifica professionale alla laurea. I dati mostrano però che il solo numero di offerte non basta: per valutare un profilo occorre considerare anche quanto sia difficile da reperire e quali competenze chiedano le imprese.

Le opportunità aumentano quando la preparazione tecnica si combina con competenze digitali, attenzione all’efficienza energetica e capacità di risolvere problemi concreti. Usa un CV builder online e crea un CV preciso e concreto che aiuti le imprese a riconoscere queste competenze.

Fonti

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