Lavoro nel 2026: benessere e stabilità contano più del titolo professionale

In tutta Europa, Italia compresa, sta cambiando il modo in cui si misura il successo nel lavoro. Per anni l’ambizione è stata legata soprattutto a promozioni, cambi di azienda e titoli sempre più importanti. Alle porte del 2026, però, molti lavoratori stanno rivedendo queste priorità. Vediamo come.

Camilla Cignarella

di Camilla Cignarella

  • 12 Gennaio 2026
  • Lettura: 7 minuti
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Una nuova ricerca de Il CV Perfetto, condotta su 1.000 dipendenti a tempo pieno in Italia, Regno Unito, Francia, Spagna e Germania, mostra che oggi i lavoratori pongono al primo posto stabilità economica, riduzione dello stress e un equilibrio più sostenibile tra lavoro e vita privata, più che l’avanzamento di carriera.

Ma la voglia di crescere professionalmente, secondo quanto emerge dall’European Career Outlook 2026, non è affatto scomparsa, anzi. A cambiare è però l’approccio: non più una scalata a ogni costo, ma un percorso pensato sul lungo periodo, basato sull’acquisizione di nuove competenze, su un migliore equilibrio tra vita e lavoro e su una maggiore attenzione al benessere dei lavoratori.

Stabilità economica e benessere al centro delle priorità

Alla domanda su quali siano le priorità per il 2026, la risposta è quasi unanime: stipendio e benessere personale vengono prima di tutto.

Principali obiettivi di carriera per il 2026:

  • guadagnare di più – 53%
  • ridurre lo stress – 37%
  • migliorare l’equilibrio tra lavoro e vita privata – 34%
  • acquisire nuove competenze – 33%
  • avviare un’attività extra / secondo lavoro – 11%
  • cambiare carriera – 10%
  • ottenere una promozione – 9%
  • avviare un’attività in proprio – 7%
  • nessun obiettivo preciso – 15%

Le prime tre voci mostrano un cambio di mentalità molto chiaro: il successo non è più solo una questione di risultati professionali, ma sempre di più di qualità della vita.

In un contesto segnato dall’aumento dei costi, guadagnare di più resta una priorità. Ma i lavoratori cercano anche un impiego che tuteli la salute mentale, lasci spazio al tempo personale e offra stabilità, senza trasformarsi in una fonte costante di stress.

Le percentuali più basse legate a promozioni, cambi di carriera o apertura di un’attività suggeriscono che non c’è fretta di stravolgere tutto e che, prima di compiere passi importanti, si preferisce consolidare la propria situazione professionale attuale.

Pronti a cambiare lavoro, ma alzando l’asticella

Il desiderio di stabilità non significa immobilità. La maggior parte dei lavoratori continua a prendere in considerazione nuove opportunità, ma con criteri di scelta più chiari e aspettative più alte.

Probabilità di cercare un nuovo lavoro nel 2026:

  • molto probabile – 22%
  • probabile – 25%
  • abbastanza probabile – 20%
  • poco o per niente probabile – 33%
Infographic 2

In totale, il 67% dei dipendenti europei è aperto all’idea di cambiare lavoro, ma non lo farebbe per una proposta qualsiasi.

Cosa spingerebbe a cambiare lavoro:

  • stipendio più alto – 50%
  • migliore equilibrio tra lavoro e vita privata – 38%
  • mansioni più interessanti – 31%
  • maggiore flessibilità – 24%
  • migliori prospettive di crescita professionale – 22%
  • sfide professionali più stimolanti –17%
  • tragitto casa – lavoro più comodo / possibilità di trasferimento –16%
  • cultura aziendale in linea con i propri valori – 9%

Oggi chi valuta un cambiamento non punta soltanto a salire di livello: vuole un ruolo che si concili meglio con la vita personale, offra flessibilità e sia coerente con i propri valori. E se lo stipendio continua a guidare le scelte professionali dei lavoratori, flessibilità, qualità di vita e ambiente aziendale stanno assumendo un peso crescente.

Crescita professionale: investire sulle competenze

Dai dati emerge anche un altro elemento: i professionisti europei non aspettano più che sia solo l’azienda a guidare il loro percorso, ma provano sempre di più a costruirselo da soli.

Competenze che i lavoratori hanno intenzione di acquisire nel 2026:

  • competenze informatiche (IA e programmazione) – 37%
  • competenze specifiche del proprio settore – 35%
  • capacità di comunicazione – 28%
  • capacità di leadership – 22%
  • valorizzazione immagine professionale (personal branding) e ampliamento rete di contatti (networking) – 14%
  • non ha al momento in programma attività di formazione o aggiornamento – 23%

L’aggiornamento delle competenze sta diventando il principale motore di crescita professionale, più del cambiare spesso azienda.

La tecnologia ha un ruolo centrale, ma non è l’unico ambito su cui si investe. Molte persone puntano a:

  • rafforzare le proprie competenze di settore
  • migliorare le capacità comunicative
  • sviluppare doti di leadership
  • costruire una rete di relazioni professionali solida

Ne emerge il ritratto di lavoratrici e lavoratori che non guardano solo all’aumento di stipendio, ma vogliono restare competitivi nel lungo periodo, in un mercato del lavoro che cambia spesso e in fretta.

Cosa si aspettano i dipendenti

Quando si parla di qualità del lavoro, le richieste principali riguardano soprattutto retribuzione e organizzazione del tempo.

Cambiamenti che migliorerebbero la soddisfazione sul lavoro:

  • stipendio più alto – 52%
  • orari di lavoro flessibili – 34%
  • più iniziative a sostegno del benessere generale dei dipendenti – 20%
  • possibilità di lavorare completamente da remoto –18%
  • percorso di crescita più chiaro –16%
  • una gestione più competente da parte di manager e responsabili –16%
  • nessun cambiamento in particolare, si dichiarano già soddisfatti – 14%

Le aziende che sapranno offrire una retribuzione adeguata, maggiore autonomia nell’organizzazione del lavoro e un sostegno concreto alle persone, dalla gestione dei carichi di lavoro alla tutela della salute mentale, avranno meno difficoltà ad attrarre talenti e a trattenere chi è già in organico.

Più che singoli benefit, chi cerca lavoro oggi vuole ambienti in cui il proprio contributo venga riconosciuto e in cui sia possibile conciliare obiettivi professionali, vita privata e buone relazioni sul posto di lavoro.

Cosa significa per il futuro del lavoro

I dati restituiscono l’immagine di un mercato del lavoro più maturo rispetto ai primi anni del 2020. Le persone sono meno concentrate sulla scalata al prestigio o sulle promozioni, e quello che cercano è soprattutto stabilità, benessere e continuità nella propria carriera.

Oggi chi lavora in Europa tende a dare priorità a:

  • stabilità economica
  • benessere psicologico
  • tempo e flessibilità
  • competenze concrete, spendibili anche in futuro
  • un lavoro in sintonia con i propri valori e obiettivi

E si allontana da:

  • una cultura del lavorare sempre, anche a scapito della vita privata
  • l’idea che contino solo le promozioni
  • contesti che trascurano l’impatto del lavoro sulla salute mentale

Non significa rinunciare alle proprie ambizioni, ma cambiare prospettiva: l’obiettivo diventa un successo più equilibrato e sostenibile nel lungo periodo.

Per le imprese, il messaggio è chiaro: chi saprà garantire un buon equilibrio tra lavoro e vita privata, investire nella formazione e valorizzare il lavoro delle persone avrà più possibilità di attrarre nuovi candidati e di tenersi stretti quelli che ha.

Metodologia

I dati presentati in questo report provengono da un’indagine condotta da Il CV Perfetto tramite la piattaforma Pollfish tra il 10 e il 12 ottobre 2025. Il sondaggio ha coinvolto 1.000 persone occupate a tempo pieno in Italia, Germania, Francia, Spagna e Regno Unito. Alle persone intervistate è stato chiesto di rispondere a domande chiuse (sì/no), a risposta singola e a risposta multipla su: obiettivi di carriera, soddisfazione sul lavoro, formazione e acquisizione competenze, intenzione di rimanere nel ruolo attuale o valutare nuove opportunità nel 2026.

Composizione del campione

L’indagine ha coinvolto in totale 1.000 persone, distribuite in modo uniforme tra cinque Paesi: Italia, Germania, Francia, Spagna e Regno Unito (200 partecipanti per ciascun Paese). Il campione è risultato quasi perfettamente bilanciato per genere: il 50% si identifica come uomo e il 50% come donna; meno dell’1% si è identificato come non binario o ha preferito non indicare il proprio genere. Per fasce d’età, i partecipanti si distribuiscono così: 19.5% tra i 18 e i 28 anni (gen Z), 30.4% tra i 29 e i 44 anni (millennial), 25.4% tra i 45 e i 60 anni (gen X) e 24.7% tra i 61 e i 79 anni (baby boomer). Le persone intervistate provengono da settori professionali, livelli di reddito e ruoli lavorativi diversi, offrendo così una fotografia ampia e articolata del mercato del lavoro europeo.

Info su Il CV Perfetto

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Camilla Cignarella

Camilla Cignarella

Copywriter esperta di consulenza professionale

Camilla Cignarella è una copywriter con esperienza in marketing e traduzione. Nata in una piccola città del sud Italia, si è trasferita in Spagna a 25 anni. Dopo un anno in Andalusia, ha deciso di stabilirsi in Catalogna. A Barcellona si è laureata in Filologia Spagnola e si è innamorata della letteratura sudamericana.

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