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Trovare lavoro nel 2026 è diventato sempre più difficile. I criteri con cui le aziende valutano i candidati sono cambiati e, per molti ruoli, le selezioni avvengono quasi interamente online. Ma il processo, seppure più veloce, può essere visto come poco chiaro e difficile da decifrare.
Un sondaggio de ilCVperfetto evidenzia le difficoltà più comuni che incontrano le persone alla ricerca di un lavoro: dalla sensazione che le candidature non arrivino mai a un recruiter, fino alle scelte di ripiego solo per non restare senza lavoro.
Il sondaggio descrive un disagio diffuso: tra ATS, candidature a portata di clic e un mercato sempre più competitivo, candidarsi può sembrare tempo perso. E quando le occasioni diminuiscono e gli ostacoli aumentano, molte persone provano strategie alternative, talvolta anche azzardate, pur di avere qualche chance in più di ottenere un lavoro.
Difficoltà principali di chi cerca lavoro nel 2026, secondo il sondaggio
Il 59% pensa che meno di un CV su quattro arrivi a un recruiter in carne e ossa.
Il 27% ammette di aver mentito nel CV per avere più probabilità di essere selezionato.
Il 71% si candida per ruoli fuori dal proprio settore, perché nel proprio ambito trova poche offerte.
Il 42% si accontenta di ruoli per cui è sovraqualificato, pur di lavorare.
Come leggere i dati: molti percepiscono il processo di selezione come impersonale e automatizzato. E con meno offerte disponibili e più concorrenza, cresce, tra i candidati, la necessità di cambiare strategia e fare compromessi pur di trovare lavoro.
Il “buco nero” delle candidature
I software ATS (Applicant Tracking System), introdotti per velocizzare il processo di selezione, sono visti, da alcuni candidati, come una specie di buco nero: il CV inviato verrà letto da qualcuno o sparirà nel nulla?
Il 31% pensa che venga letto da un vero recruiter meno del 10% delle candidature inviate.
Il 28% stima che arrivi a un recruiter solo l’11-25% delle candidature.
Solo il 19% (1 su 5) pensa che la maggior parte delle candidature venga effettivamente lette da qualcuno.
Vediamo una rappresentazione grafica dei dati sopra riportati.

Come leggere i dati: molti curriculum vengono scartati dai sistemi ATS prima di arrivare a un recruiter. Per superare questi filtri, è necessario usare le parole chiave presenti nell’annuncio e personalizzare ogni candidatura.
Quando la pressione spinge verso scelte azzardate
Per riuscire a farsi notare, molti cambiano approccio, e non sempre in modo prudente:
Il 27% dichiara di aver mentito nella candidatura per disperazione.
Il 71% invia CV fuori dal proprio settore, pur consapevole di avere meno probabilità di successo.
Il 42% accetta lavori per cui è sovraqualificato per evitare periodi lunghi di disoccupazione.
Come leggere i dati: l’urgenza di trovare lavoro porta a compromessi, dal falsare informazioni sul CV all’accettare posizioni non in linea con il proprio profilo e le proprie competenze. A volte questa può essere una soluzione nel breve periodo ma, nel lungo, rischia solo di rallentare o frenare carriera e crescita professionale.
Le candidature “in un clic” non si traducono in più opportunità
Funzioni come “Apply” su LinkedIn semplificano il processo e permettono di inviare un CV più velocemente a più aziende, ma i dati mostrano un ritorno limitato:
Il 41% non ha mai ottenuto un colloquio inviando un CV in questo modo.
Solo il 10% ha ottenuto buoni risultati.
Il 19% evita questa modalità di invio perché gli sembra di perdere solo tempo.
Come leggere i dati: candidarsi con un clic può far risparmiare tempo, ma non aumenta le possibilità di ottenere una risposta. Per avere più probabilità di essere selezionati, conviene preparare candidature mirate e cioè un CV adattato all’annuncio e un messaggio personalizzato per ogni posizione.
Sempre più frequenti cambi di carriera e ruoli al ribasso
La mancanza di opportunità nel proprio ambito porta molte persone a muoversi in due direzioni: cambiare settore o accettare ruoli di livello inferiore rispetto alle proprie competenze.
Il 71% ha inviato il CV fuori dal proprio settore, ma solo il 24% è riuscito ad ottenere il lavoro.
Il 42% si candida per lavori per cui ha più competenze del necessario, accettando ruoli di livello inferiore rispetto al proprio profilo.
Vediamo una rappresentazione grafica dei dati sopra riportati.

Come leggere i dati: cambiare settore resta un passaggio difficile. Per aumentare le possibilità di successo, è necessario acquisire nuove competenze per colmare eventuali lacune, preparare CV e lettere di presentazione mirati, e costruire una rete di contatti che aiuti a farsi conoscere.
Come aumentare le probabilità di successo
Se gli ATS filtrano le candidature prima che arrivino a un recruiter, il primo passo è fare in modo che il CV superi questi filtri. Come creare un curriculum capace di superare i filtri ATS? Inserendo nel CV le parole che compaiono nell’annuncio di lavoro, mostrando le competenze richieste e adattando le informazioni alla posizione specifica.
Provare a candidarsi fuori dal proprio settore può aiutare, ma non sempre basta. Per avere più possibilità di successo, è importante evidenziare le proprie competenze trasversali, ovvero quelle abilità che sono spendibili in più contesti e spiegare, sia nel CV che nella lettera di presentazione, come possano essere utili nel nuovo ruolo.
Inviare CV a tappeto, per esempio su LinkedIn con l’opzione “Apply”, non è la scorciatoia che sembra: inviare tanti CV in poco tempo non garantisce più colloqui. Anzi, spesso funziona meglio ridurre il numero di candidature e aumentare la qualità, inviando CV su misura, pensati per rispondere direttamente alle esigenze dell’azienda.
Anche il networking gioca un ruolo chiave. I sistemi ATS possono eliminare CV di candidati validi ma, parlando direttamente con persone del settore o con i recruiter, si creano contatti e opportunità che altrimenti rimarrebbero chiuse. In pratica, il networking è un modo per farsi conoscere al di là dei filtri automatici e aumentare così le possibilità di ottenere un colloquio.
Per informazioni contattare Martyna Szcześniak all’indirizzo martyna.szczesniak@bold.com.
Metodologia del sondaggio
I risultati si basano su un sondaggio condotto su 1.000 persone in cerca di lavoro negli Stati Uniti, realizzato il 5 febbraio 2025. Il questionario comprendeva domande a scelta multipla e su scala di valutazione su: esperienze di candidatura, ostacoli nei processi di selezione e opinioni su come viene vista, ad oggi, la ricerca di lavoro.
Info su ilCVperfetto
Il CV builder de ilCVperfetto consente di creare CV efficaci online in pochi minuti. Questa piattaforma, semplice e intuitiva, offre modelli di CV professionali personalizzabili, pensati per creare CV compatibili con i sistemi ATS, garantendo la sicurezza e riservatezza dei dati personali. IlCVperfetto è una delle principali piattaforme per la creazione di CV in Italia e supporta chi cerca lavoro con guide su come fare un CV, come scrivere una lettera di presentazione e articoli su come rispondere alle domande più comuni nei colloqui di lavoro.
Creazione rapida del CV, costi trasparenti e un servizio clienti affidabile: ecco perché ilCVperfetto è la scelta giusta per chi cerca lavoro. Per restare aggiornati su contenuti e novità è possibile seguirci su Facebook, LinkedIn e YouTube.

Camilla Cignarella
Copywriter esperta di consulenza professionale
Camilla Cignarella è una copywriter con esperienza in marketing e traduzione. Nata in una piccola città del sud Italia, si è trasferita in Spagna a 25 anni. Dopo un anno in Andalusia, ha deciso di stabilirsi in Catalogna. A Barcellona si è laureata in Filologia Spagnola e si è innamorata della letteratura sudamericana.
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